Stampare dall'iPhone, dall'iPod o dall'iPad può essere problematico a causa del fatto che la Apple non ha realizzato un processo semplice per farlo.
Può però diventarlo se ci si serve di un'app realizzata da una terza parte, anche se molte di ese sono a paagmento.
Il processo di stampa invece si semplifica parecchio se si utilizza una stampante della Brother: con una stampante all-in-one Brother si può facilmente stampare dal proprio iPad, iPod o iPhone.
Come?
La Brother ha recentemente caricato il proprio software iPrint&Scan nell'App Store.
Il download dell'app è gratuito e l'app permette di stampare le proprie foto ed i propri documenti dal proprio device mobile su una all-in-one Brother a getto d'inchiostro, attraverso una connessione wireless. Niente file, niente cavi, l'output di stampa raggiunge la stampante tramite una connessione wireless.
E' anche possibile scannerizzare i propri documenti e le proprie foto direttamente sul proprio iPhone, iPad o iPod.
L'iPrint&Scan di Brother richiede il sistema operativo iPhone 3.0 o maggiore per girare, e sul sito di Brother si può già trovare una lista di stampanti all-in-one compatibili con l'app.
mercoledì 18 agosto 2010
mercoledì 21 luglio 2010
Prende piede il Cloud Printing
Il cloud printing si avvia ad essere il piatto forte dei prossimi mesi ed anni nel settore della stampa, il terreno di battaglia sul quale le più grandi aziende del settore printing (ma non solo...) hanno già cominciato a farsi la guerra, presentando i propri prodotti e le proprie soluzioni di cloud printing.
Un primo annuncio in questo senso è arrivato per un servizio che nella realtà dei fatti ancora non è in funzione, a darlo è stato Google.
Il motore di ricerca più famoso del web ha infatto in canna il colpo chiamato Google Cloud Print, un servizio che permetterà agli utenti di bypassare il sistema operativo nella gestione delle proprie stampe.
Come detto questo servizio ancora non è attivo, sicuramente ne sapremo di più nelle prossime settimane.
Google Cloud Printing si inserisce nel discorso relativo al nuovo sistema operativo di Google, Chrome OS, che è basato su web application, le quali comunicheranno direttamente con il Google Cloud Print.
HP ha invece annunciato il proprio servizio di Cloud Printing, chiamato ePrint.
ePrint permette agli utenti di stampare email direttamente dal proprio Blackberry, spostando quindi la modalità di stampa nel campo mobile in maniera consistente e reale.
Altri annunci arriveranno sicuramente nei prossimi mesi, in quello che si annuncia come un campo di battaglia altamente tecnologico che rivoluzionerà in parte il modo di intendere la stampa "mobile", ovvero con i dispositivi mobili come gli smartphones ed i blackberry.
Un segno che nuovi scenari di mercato sono possibili laddove si innova, in prodotti, tecnologie e servizi.
Un primo annuncio in questo senso è arrivato per un servizio che nella realtà dei fatti ancora non è in funzione, a darlo è stato Google.
Il motore di ricerca più famoso del web ha infatto in canna il colpo chiamato Google Cloud Print, un servizio che permetterà agli utenti di bypassare il sistema operativo nella gestione delle proprie stampe.
Come detto questo servizio ancora non è attivo, sicuramente ne sapremo di più nelle prossime settimane.
Google Cloud Printing si inserisce nel discorso relativo al nuovo sistema operativo di Google, Chrome OS, che è basato su web application, le quali comunicheranno direttamente con il Google Cloud Print.
HP ha invece annunciato il proprio servizio di Cloud Printing, chiamato ePrint.
ePrint permette agli utenti di stampare email direttamente dal proprio Blackberry, spostando quindi la modalità di stampa nel campo mobile in maniera consistente e reale.
Altri annunci arriveranno sicuramente nei prossimi mesi, in quello che si annuncia come un campo di battaglia altamente tecnologico che rivoluzionerà in parte il modo di intendere la stampa "mobile", ovvero con i dispositivi mobili come gli smartphones ed i blackberry.
Un segno che nuovi scenari di mercato sono possibili laddove si innova, in prodotti, tecnologie e servizi.
mercoledì 19 maggio 2010
Iron Man 2 e le stampanti 3D
Anche Iron Man 2 ha beneficiato della tecnologia delle stampanti 3D.
Come?
Beh, con i guanti!
In effetti è notizia pubblica che i guanti indossati in Iron Man 2 siano stati prodotti utilizzando una stampante 3D per creare dei guanti che calzassero alla perfezione sulle mani di Robert Downey Jr.
Sembra che nel primo film della serie Robert Downey Jr avesse espresso qualche lamentela a riguardo della comodità dei guanti, così per il secondo episodio della serie si è corsi ai ripari utilizzando una tecnologia che permette di creare degli oggetti su misura, dopo aver preso le misure delle mani dell'attore, come richiesto dalla produzione del film.
Maggiori informazioni sono visibili sul sito in inglese.
Come?
Beh, con i guanti!
In effetti è notizia pubblica che i guanti indossati in Iron Man 2 siano stati prodotti utilizzando una stampante 3D per creare dei guanti che calzassero alla perfezione sulle mani di Robert Downey Jr.
Sembra che nel primo film della serie Robert Downey Jr avesse espresso qualche lamentela a riguardo della comodità dei guanti, così per il secondo episodio della serie si è corsi ai ripari utilizzando una tecnologia che permette di creare degli oggetti su misura, dopo aver preso le misure delle mani dell'attore, come richiesto dalla produzione del film.
Maggiori informazioni sono visibili sul sito in inglese.
lunedì 12 aprile 2010
Stampare cellule umane
Stampare cellule umane per risolvere problemi fisici dei pazienti?
Sembra fantascienza ma qualcosa si sta muovendo in questa direzione.
Alcuni ricercatori della Wake Forest hanno infatti realizzato una cosa simile associato la funzionalità di una stampante inkjet con tecniche di biotecnologia per realizzare un processo di stampa di cellule umane direttamente sulle ferite da ustione di alcune vittime
Questo processo è stato chiamato bioprinting ed è stato testato finora solo su dei topi, tuttavia con dei buoni risultati: le bruciature sottoposte a bioprinting sono infatti guarite nell'arco di 2 settimane contro le 5 necessarie alla bruciature dove non era stato applicato nessun trattamento medico.
Il team di ricercatori chiederà alla U.S. Food and Drug Administration la possibilità di testare questo processo sugli esseri umani e si pensa che tests di questo tipo verranno condotti assieme alle forze armate per un possibile utilizzo sul campo di battaglia, secondo quanto riportato dalla Reuters.
Questo processo potrebbe infatti essere un'alternativa al metodo di innesto di nuova pelle, la quale spesso lascia delle cicatrici.
Articolo originale trovato su Printercomparison.
Sembra fantascienza ma qualcosa si sta muovendo in questa direzione.
Alcuni ricercatori della Wake Forest hanno infatti realizzato una cosa simile associato la funzionalità di una stampante inkjet con tecniche di biotecnologia per realizzare un processo di stampa di cellule umane direttamente sulle ferite da ustione di alcune vittime
Questo processo è stato chiamato bioprinting ed è stato testato finora solo su dei topi, tuttavia con dei buoni risultati: le bruciature sottoposte a bioprinting sono infatti guarite nell'arco di 2 settimane contro le 5 necessarie alla bruciature dove non era stato applicato nessun trattamento medico.
Il team di ricercatori chiederà alla U.S. Food and Drug Administration la possibilità di testare questo processo sugli esseri umani e si pensa che tests di questo tipo verranno condotti assieme alle forze armate per un possibile utilizzo sul campo di battaglia, secondo quanto riportato dalla Reuters.
Questo processo potrebbe infatti essere un'alternativa al metodo di innesto di nuova pelle, la quale spesso lascia delle cicatrici.
Articolo originale trovato su Printercomparison.
mercoledì 31 marzo 2010
8 nuovi modelli Laser per Dell
Dell ha immesso sul mercato 8 nuove stampanti laser monocolore, 6 dedicate al mondo office e business e 2 al mondo consumer, con l'obbiettivo dichiarato di acquisire importanti quote di mercato in questo segmento, aumentando significativamente il numero di macchine in questo settore.
Le 6 stampanti laser monocolore sono state costruite per fornire un'elevato ciclo di lavoro a bassi costi di stampa e sono accompagnate da una copertura di garanzia molto estesa, tutto ciò per aiutare gli utenti a risparmiare nel lungo periodo.
I nomi dei modelli sono Dell 3333dn e Dell 3335dn (40 pagine al minuto), Dell 5230n e Dell 5230dn (43 pagine al minuto), Dell 5530dn e Dell 5535dn (55 pagine al minuto) ed includono le funzioni di copia, scan e fax, duplex automatico e connettività di rete.
Le 6 stampanti laser monocolore sono state costruite per fornire un'elevato ciclo di lavoro a bassi costi di stampa e sono accompagnate da una copertura di garanzia molto estesa, tutto ciò per aiutare gli utenti a risparmiare nel lungo periodo.
I nomi dei modelli sono Dell 3333dn e Dell 3335dn (40 pagine al minuto), Dell 5230n e Dell 5230dn (43 pagine al minuto), Dell 5530dn e Dell 5535dn (55 pagine al minuto) ed includono le funzioni di copia, scan e fax, duplex automatico e connettività di rete.
venerdì 19 marzo 2010
Accordo tra Stratasys e HP per produrre stampanti 3D
L'interesse verso la stampa in 3D è in continua crescita, un trend già evidenziata da almeno un paio d'anni, e la riprova che quest'area offre sempre più un grande interesse da parte delle grandi multinazionali del settore è l'annuncio dell'accordo siglato tra HP e Stratasys, la società leader nel mondo nel mercato delle stampanti tridimensionali.L'accordo prevede che Stratasys produca una stampante con brand HP entro la fine dell'anno 2010, permettendo così all'azienda di Palo Alto di entrare ufficialmente nel mercato delle stampanti 3D.
Le stampanti 3D si rivolgono al mercato delle grandi aziende e vengono principalmente utilizzate per la creazione di prototipi di pezzi meccanici, di oggetti, di componenti che vengono poi utilizzati per effettuare dei tests.
Le stampanti 3D si basano sulla tecnica di stratificazione denominata LMT (Layered Manufacturing Techniques), la quale crea l'oggetto tridimensionale realizzandolo strato dopo strato, dopo che questo è stato progettato e creato attraverso un'apposito software 3D.
Su Youtube si possono trovare diversi video che mostrano il funzionamento delle stampanti 3D, qui ve ne riporto un'esempio illuminante.
(foto presa da http://www.sdamy.com/images/stampante_3d_materiale_plastico.jpg)
mercoledì 17 marzo 2010
Accordo commerciale tra Ricoh e IBM
IBM e Ricoh hanno annunciato una partnership nello sviluppo di un sistema avanzato di gestione degli apparati di stampa che permette di monitorare in tempo reale gli apparati di stampa con l'obiettivo di ridurre i costi relativi agli apparati, migliorarne il servizio e ridurre le emissioni inquinanti.
Il sistema, che si basa sul software IBM Tivoli, verrà fornito in bundle con le multifunzioni Ricoh attraverso un accordo commerciale con IBM e sarà dedicato al settore di mercato enterprise.
Molte aziende ancora non conoscono i costi reali del proprio apparato di printing: spesso si tende ad identificare i costi di stampa solo con l'acquisto dell'hardware, stampanti mono-function e multifunzioni, "dimenticando" o ignoranto altri costi come quelli relativi agli interventi di riparazione, ai costi di alimentazione degli apparati, ai consumabili (cartucce, inchiostro, ecc...).
Alcune ricerche di mercato, come quella di Gartner, hanno indicato che identificando in maniera appropriata questi costi le aziende possono ridurre di un'ulteriore 10%-30% i costi relativi ai propri apparati di stampa.
Il sistema è infatti in grado di gestire delle policy che controllano le funzionalità messe a disposizione degli utenti come la gestione del colore, andando quindi a migliorare l'efficienza della stampa in azienda bloccando tali funzionalità laddove non necessario.
Inoltre il sistema riesce a identificare problemi di diversa natura che occorrono sugli apparati di stampa e aprire chiamate al service desk per attivare interventi di riparazione, riducendo così i costi relativi all'inutilizzo degli apparati di stampa.
Il sistema potrà inoltre gestire le informazioni relative ai consumabili.
Per ulteriori informazioni leggere l'articolo sul sito di Ricoh.
Il sistema, che si basa sul software IBM Tivoli, verrà fornito in bundle con le multifunzioni Ricoh attraverso un accordo commerciale con IBM e sarà dedicato al settore di mercato enterprise.
Molte aziende ancora non conoscono i costi reali del proprio apparato di printing: spesso si tende ad identificare i costi di stampa solo con l'acquisto dell'hardware, stampanti mono-function e multifunzioni, "dimenticando" o ignoranto altri costi come quelli relativi agli interventi di riparazione, ai costi di alimentazione degli apparati, ai consumabili (cartucce, inchiostro, ecc...).
Alcune ricerche di mercato, come quella di Gartner, hanno indicato che identificando in maniera appropriata questi costi le aziende possono ridurre di un'ulteriore 10%-30% i costi relativi ai propri apparati di stampa.
Il sistema è infatti in grado di gestire delle policy che controllano le funzionalità messe a disposizione degli utenti come la gestione del colore, andando quindi a migliorare l'efficienza della stampa in azienda bloccando tali funzionalità laddove non necessario.
Inoltre il sistema riesce a identificare problemi di diversa natura che occorrono sugli apparati di stampa e aprire chiamate al service desk per attivare interventi di riparazione, riducendo così i costi relativi all'inutilizzo degli apparati di stampa.
Il sistema potrà inoltre gestire le informazioni relative ai consumabili.
Per ulteriori informazioni leggere l'articolo sul sito di Ricoh.
venerdì 12 marzo 2010
La pulizia delle testine di stampa
Quando si incontrano problemi con la propria stampante si può pensare ad effettuare una pulizia delle testine di stampa per verificare se queste sono il punto critico nel problema a stampare.
Esistono diversi metodi per pulire le testine di stampa delle stampanti, le variazioni dipendono dai settaggi e
dell'operatività decisa dalla casa produttrice della macchina.
Per pulire le testine di stampa delle Lexmark per esempio si procede inserendo un foglio di carta nel cassetto di alimentazione carta, quindi si procede direttamente dal PC: bisogna andare nel programma creato in fase di installazione della stampante (Lexmark Solution Center) e qui selezionare l'opzione per procedere alla pulizia.
Con le stampanti HP la procedura è più diversificata.
Si può procedere alla pulizia delle testine di stampa attraverso il webserver presente nella stampante, il cosiddetto embedded webserver: lo si apre digitanto l'indirizzo IP della stampante e quindi si va in Impostazioni, Manutenzione e si selezione l'opzione per procedere alla pulizia.
In alternativa si può procedere o dal Control Panel della stampante seguendo una procedura predefinita che però potrebbe risultare scomoda per qualcuno, o effettuare una pulizia manuale.
Questa operazione può risultare delicata e pericolosa se non effettuata con la dovuta cura ed attenzione, ragione per la quale la mia preferenza resta la prima menzionata.
Con le stampanti Dell si può procedere per l'opzione manuale oppure per una procedura "software", opzione sicuramente più semplice e pratica.
In ogni caso si consiglia grande attenzione alle informazioni fornite dalla casa produttrice delle stampanti nel seguire le operazioni di pulizia, e si caldeggia un test successivo alla pulizia per capire se l'operazione è andata a buon fine o se invece sussistono problemi di stampa.
Nel secondo caso si può provare a ripetere l'operazione di pulizia seguendo una strada alternativa, oppure si può provare a sostituire direttamente il toner e testare se la mancanza di inchiostro era il problema principale.
Esistono diversi metodi per pulire le testine di stampa delle stampanti, le variazioni dipendono dai settaggi e
dell'operatività decisa dalla casa produttrice della macchina.
Per pulire le testine di stampa delle Lexmark per esempio si procede inserendo un foglio di carta nel cassetto di alimentazione carta, quindi si procede direttamente dal PC: bisogna andare nel programma creato in fase di installazione della stampante (Lexmark Solution Center) e qui selezionare l'opzione per procedere alla pulizia.
Con le stampanti HP la procedura è più diversificata.
Si può procedere alla pulizia delle testine di stampa attraverso il webserver presente nella stampante, il cosiddetto embedded webserver: lo si apre digitanto l'indirizzo IP della stampante e quindi si va in Impostazioni, Manutenzione e si selezione l'opzione per procedere alla pulizia.
In alternativa si può procedere o dal Control Panel della stampante seguendo una procedura predefinita che però potrebbe risultare scomoda per qualcuno, o effettuare una pulizia manuale.
Questa operazione può risultare delicata e pericolosa se non effettuata con la dovuta cura ed attenzione, ragione per la quale la mia preferenza resta la prima menzionata.
Con le stampanti Dell si può procedere per l'opzione manuale oppure per una procedura "software", opzione sicuramente più semplice e pratica.
In ogni caso si consiglia grande attenzione alle informazioni fornite dalla casa produttrice delle stampanti nel seguire le operazioni di pulizia, e si caldeggia un test successivo alla pulizia per capire se l'operazione è andata a buon fine o se invece sussistono problemi di stampa.
Nel secondo caso si può provare a ripetere l'operazione di pulizia seguendo una strada alternativa, oppure si può provare a sostituire direttamente il toner e testare se la mancanza di inchiostro era il problema principale.
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